La tribù degli scrittori che vogliono incontrare i lettori

L'Università di Parma e la Self Publishing School presentano:
IL SELF-PUBLISHING PER SCRITTORI, RICERCATORI E PROFESSIONISTI

18 dicembre 2012
Il programma dell'evento lo trovi qui
La replica dell'evento è visibile qui

Chi scrive oggi come ieri non è libero. Gli scrittori da sempre rappresentano le galline delle uova d'oro del sistema editoriale. Che non significa TUTTI gli editori, ma il conglomerato di giornali, media e televisioni che si è costruito durante il '900 e che ora sta per essere "reingegnerizzato" dai big mondiali dell'editoria digitale. È un sistema che ha bisogno di contenuti e di gente che li pensi e li sappia raccontare. Di scrittori, cioè. E gli scrittori, ma anche i piccoli editori indipendenti, sono le fonti principali di tutto ciò.

L'editoria tradizionale è nata e cresciuta per lo sfruttamento della creatività di chi scrive. Non per agevolarla. E non è un fenomeno recente. La migliore sintesi la fa Emilio Salgari che, poco prima di suicidarsi per debiti, invia una lettera agli editori da lui resi ricchi con i suoi romanzi:

«A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle,
mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.»

È una storia che appartiene a tutti gli scrittori: a quelli che pagano per vedere la propria opera stampata, per poi tenersi gli scatoloni dei libri in cantina, come a coloro che incaricati di scrivere da una casa editrice "grande" si vedono restituire le briciole...

Anche oggi che c'è Amazon e gli ebook store la storia si ripete:


Anche oggi che c'è Amazon e gli ebook store la storia si ripete: al vecchio modello economico se ne sta sostituendo un altro, se possibile ancora più concentrato, un sistema che si accontenta di una percentuale sul venduto, ma non si preoccupa affatto se un libro viene letto oppure no. La teoria che applicano i grandi mercanti della nuova editoria è quella della Coda Lunga: a Amazon e a tutti gli altri è sufficiente vendere anche pochissime copie di ogni libro per fare il proprio business. Tanto il "magazzino" digitale di un ebook store non ha costi di stoccaggio come avviene per una libreria "vera".

Ma questo non serve a uno scrittore. Non serve pubblicare un libro e vederlo su Amazon, e su tutte le altre librerie del mondo, se il libro non viene letto e non viene criticato, analizzato e sviscerato da chi ha deciso di spendere tempo prezioso della propria vita per leggerlo. Scrivere oggi non significa nulla se chi scrive non è capace di intrecciare una matrice accogliente per il testo e per i lettori. Scrivere oggi significa fare innovazione sociale: non in senso politico, ma nel senso che lo scrittore corre il rischio di incontrare il lettore senza rete. Senza nessuna rete. Anche perché quella offerta dagli editori era per pochi e era una rete progettata per "vendere" non per "incontrare".

Scrivere oggi è difficile. Per questo nasce la Self Publishing School.  
Perché bisogna continuare sulla strada tracciata da chi ci ha preceduto, gli scrittori conosciuti, ma anche i grandissimi che nessuno ha mai pubblicato e che non sono giunti fino a noi.


All'attività di scrivere se ne aggiungono molte altre divise in due grandi gruppi:

1. LE COMPETENZE TECNICHE
Scrivere certo, ma scrivere come? Con quali strumenti e, sopratutto, come usarli? Nel secolo scorso lo scrittore aveva come suo strumento di lavoro innovativo la macchina da scrivere. Oggi l'offerta di strumenti per la scrittura, per ridurre il tempo dell'elaborazione e della redazione, sono tantissimi. Troppi anzi. E poi? Una volta scritto il libro, come lo si pubblica sulle librerie elettroniche? E la promozione? E il libro di carta? Davvero è inutile oggi al tempo degli ebook? Sono solo alcune delle questioni tecniche che la Self Publishing School affronta e cui risponde con i suoi eventi formativi. Ma non è sufficiente. La tecnica per uno scrittore non è mai stata sufficiente. DEVE conoscere la tecnica, ma c'è altro di nuovo nel mondo dello scrittore del terzo millenio.

2. LE COMPETENZE SOCIALI E COMUNITARIE
Una macchina da scrivere non ha mai fatto uno scrittore. Così come avere il proprio libro su Amazon non fa di un autore uno scrittore. Lo scrittore "nuovo" è colui che è capace di progettare e costruire la propria comunità di lettori con l'intento non di vendergli il libro (anche), ma di avviare una relazione di reciproco rispetto che permetta entrambi di crescere. Ogni lettore oggi deve essere in grado di:

1. immaginare la propria comunità lettori
2. definire una strategia che gli permetta di incontrarla (sul web e fuori)
3. mettersi in ascolto della comunità dei lettori per migliorare il proprio lavoro

SCRIVERE E LEGGERE SONO UN PROCESSO COEVOLUTIVO
L'editoria tradizionale, essendo orientato alla vendita dei contenuti, ha di fatto separato autore e lettore. Poche erano le occasioni di incontro e rarissime quelle di dialogo. I nuovi scrittori saranno quelli capaci non solo di realizzare la propria comunità di lettori come processo di marketing, ma sopratutto coloro che saranno capaci di sviluppare un dialogo con loro. Abbiamo le tecnologie e le strategie per farlo. La Self Publishing School è nata soprattutto per questo.

SCRITTORI E LETTORI SONO SULLA STESSA BARCA
C'è un punto di vista che accomuna chi scrive e chi legge: il tempo. Scrivere richiede tantissimo tempo, leggere anche richiede tempo. Un tempo che sembra non esserci più e che l'invasione delle tecnologie cancella dalle nostre vite. Per questo la Self Publishing School promuove e sostiene lo Slow Reading Manifesto: una proposta che mette al centro il lettore "lento". Una lentezza che di questi tempi è un valore sociale. 

LE TRIBÚ DEI LETTORI E DEGLI SCRITTORI: LA BIODIVERSITÁ DELLA CULTURA
Tutti, ma proprio tutti, in questi anni di start-up e di imprese tecnologiche sono alla ricerca di fare "massa critica" per aggregare il maggior numero possibile di lettori e/o di scrittori sulle varie piattaforme. Ma quel che serve non è un unico luogo al mondo dove stiano tutti lì appiccicati e indifferenziati. Come tante mele OGM senza profumo e senza sapore sugli scaffai di un supermercato. No. Quel che serve sono tante tribù. Una per ogni scrittore, molte per ogni lettore. Ma ognuna con la sua identità, differente da tutte le altre, un'identità che scaturisce dalla relazione fra lo scrittore e il lettore. 

AFFINCHÈ OGNI SCRITTORE POSSA COSTRUIRE 
LA PROPRIA COMUNITÁ DI LETTORI

Non è un esercizio di marketing. Il marketing è uno strumento non un fine. E gli scrittori che usano solo "trucchi" non avranno grandi prospettive. Il vero segreto è di riuscire a impastare le tecnologie, i metodi con la propria voce di scrittore. Con la propria identità più profonda cioè. 

Questa è l'obiettivo che ci poniamo con la Self Publishing School. Questo è quello che mettiamo in pratica con i nostri autori da anni, anche prima della costituzione della nostra scuola. Questo è quel che vi proponiamo. Ma, ATTENZIONE, non è lavoro che si può delegare. Si può insegnare, ma non si può delegare. A meno che non si voglia delegare la propria voce più autentica, la propria identità cioè, che è quella che fa la differenza fra un opera che vale la pena essere letta e quella che no.

La Self Publishing School è per gli scrittori che vogliono imparare e vogliono farlo insieme con altri scrittori come loro.





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Self Publishing School

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La Self Publishing School:
per autori-imprenditori

La nostra scuola nasce in seguito all'esperienza de "L'elogio degli e-book". Un libro che ho scritto sull'onda dell'entusiasmo per le opportunità che si aprono con l'arrivo dei libri digitali. A partire da qui ho incontrato tanti autori insoddisfatti per quel che il mondo dell'editoria "normale" offriva loro. Tutte persone che andavano alla ricerca di qualcosa d'altro. Qualcosa che gli potesse offrire la libertà di fare e di esporsi al giudizio dei lettori senza intermediari. Per farlo al meglio è nata questa scuola, attraverso corsi online e dal vivo, offriamo strumenti concreti che possono essere fatti propri da chi oggi vuole pubblicare la propria opera costruendo il proprio pubblico. Se vuoi saperne di più contattami!

Mauro Sandrini - Self Publishing School

Cos'è il Self Publishing?

Ne abbiamo parlato a Radio 1 con altri esperti in occasione del Salone del libro!
Mauro Sandrini, ideatore della Self Publishing School, interviene alla trasmissione di Radio Uno Rai "Eta Beta" dedicata all'innovazione e ai libri. Clicca qui per ascoltare!


La Self Publishing School è partner di You Lab!

Un progetto della Biblioteca San Giorgio di Pistoia e dell'Ambasciata USA.


Il progetto YouLab della Biblioteca San Giorgio di Pistoia e dell'Ambasciata USA in Italia è stato inaugurato il 24 Aprile 2013 e uno dei partner è proprio la Self Publishing School. Siamo orgogliosi di poter contribuire a questo progetto che pone la biblioteca al centro della vita culturale e economica della città!

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

I libri imperdibili per ogni scrittore che vuol dir la sua oggi.

L'elogio degli ebook. Manifesto dell'autopubblicazione, Mauro Sandrini
Il testo cult sull'argomento

Scrivi c'è tempo, Matteo Pezzi
Eliminare ogni distrazione per scrivere in libertà

COSA DICE CHI HA FREQUENTATO I NOSTRI CORSI?

Mi si è aperto un mondo. Non conoscendo assolutamente nulla della possibilità di potersi autopubblicare ho avvicinato questo corso con un mare di punti interrogativi. Il vostro merito è stato aver risposto ad alcune domande, ma soprattutto di avermi dato la possibilità di pensare al mio sogno come ad un progetto degno di ali con cui lanciarlo verso il futuro.
Nadia Tarpini, Mantova


Per me che sono laureato in Editoria, informazione e sistemi documentari è stata un'esperienza molto utile e piacevole. Meno accademica e più pragmatica di quanto possa risultare un corso universitario.
Matteo Casali, Arezzo


La cosa più utile è stata quella di portare a casa alcune informazioni che da tempo stavo cercando online senza trovare risposte soddisfacenti. Mi sono reso conto di come spesso lo scambio di opinioni "faccia a faccia" possa essere più utile di molte ricerche su internet. Ho acquisito nozioni molto utili non solo dall'ascolto dei relatori, ma anche dalle conversazioni con gli altri partecipanti.

Cristiano Carli, Perugia


La serenità e la fiducia che gli esperti intervenuti ci hanno trasmesso, attraverso consigli e suggerimenti concreti.
Maria Grazia Puppo, Roma


L'atmosfera che si respirava ha permesso la condivisione, in entrambe le direzioni, tra docenti e partecipanti delle proprie esperienze e delle proprie conoscenze, saldando rapporti di amicizia e creandone di nuovi. se l'obiettivo era quello di "andare oltre al solito evento-conferenza", direi che è stato centrato in pieno.
Hector Valmassoi, Belluno