#CaroFuturo: tira fuori il sogno dal cassetto

Per tutti coloro che incrociano la passione di scrivere con quella del “fare”

Sono stati due giorni belli e intensi quelli di “Caro Futuro” al Caffè Letterario di Roma. Di quel che è successo ne hanno già iniziato a parlare i partecipanti e non mi dilungherò (Vedi Marco Dominici, Cetta De Luca e Ornella Spagnulo). Mi interessa, invece, concentrarmi su quel che è nato in questa due giorni.  Tra un caffè, un po’ di filosofia, una battuta e una lezione a #CaroFuturo è nato un nuovo tipo di scrittore: l’imprenditore che scrive. No non stiamo parlando degli “imprenditori” con la “i” maiuscola, quella di chi ha la fabbrichetta oppure va ospite ai talk show. Stiamo, invece, parlando di tutti coloro che incrociano la loro passione di scrivere con quella del “fare”.

In pratica ognuno di noi ha un sogno nel cassetto anche se molti, per mille ragioni, non hanno ancora aperto il cassetto e preso in mano quel sogno.

I sogni diventano realtà quando cominciano a camminare

Abbiamo presentato casi di imprenditori piccoli e imprenditori grandi ma, sopratutto, casi concreti presentati e illustrati da imprenditori-artigiani-freelance (chiamateli come vi pare) che hanno scritto il loro sogno in un libro e per cui il libro si fa ambasciatore per loro e li porta da nuovi lettori, nuovi clienti, nuovi interlocutori.

Non ci credete? Provate a chiedere a Alessandro Bonaccorsi, Matteo Pezzi o Roberto Pasini se è vero o non è vero.

NO, NON È LO STORYTELLING: È IL MONDO CHE CAMBIA GRAZIE AI SOGNI

No, cari. Sento già la vostra mente che borbotta “ah, la solita storia dello story telling riverniciato alla bell’e meglio”. Non si tratta di storytelling per un paio di ragioni.

Uno: lo storytelling viene promulgato da mercenari (pardon, consulenti) che vogliono vendere un’azienda la loro professionalità per promuovere i loro prodotti/servizi. Non c’è alcun sogno da mettere in circolazione nel mondo, ci sono solo scatolette di pomodoro o di detersivo che devono essere riverniciate per apparire (???) diverse dalle altre sugli scaffali dei supermercati. Non ci sono desideri e progetti da condividere, ma target da colpire e persone da manipolare. Una bella differenza, no? C’è soltanto una persona che ha un sogno e comincia a raccontarlo. In questo modo, così semplice, il mondo comincia già a cambiare.

Due: Qui c’è un sognatore che vuole trasformare i propri sogni in realtà e, nel mondo di oggi, questa conversione al “fare” ha una sua dimensione economica altrimenti resta utopia: per questo il riferimento è l’imprenditore-scrittore-artigiano. Questa è la differenza, non tecnica ma emotiva, tra lo storytelling e questa nuova figura di narratore.

Un narratore che ha circolato per due giorni tra i divani e i tavoli del caffè letterario. Emergeva nei sorrisi delle persone e a volte nel loro scetticismo (è difficile aprire il cassetto dei propri sogni) una figura che è senza nome e senza età esattamente come il bandito di questa canzone dei Gang di qualche anno fa…

In questi due giorni abbiamo mostrato che chi scrive non ha nessun ostacolo per cominciare il viaggio per trasformare il proprio sogno in realtà tranne se stesso. Ma in questo aiuta, e molto, appartenere a una comunità che condivide gli stessi obiettivi. L’energia collettiva che si sprigiona dall’avere un obiettivo comune è potente e a Roma c’è stato solo il primo momento di incontro. Nei prossimi giorni cominceremo a gettare lo sguardo sulle prossime tappe di questo viaggio. Il self publishing della self publishing school è questo: la forza di chi non aspetta l’autorizzazione di nessuno per cominciare a fare circolare i propri sogni.

Mauro

Ps
Ah! E qual è il mio sogno? Di realizzare “Caro Futuro” di portarlo in giro ovunque! Anzi, se pensi che nella tua città si possa organizzare, scrivimi qui: mauro@selfpublishinschool.it, ne parliamo volentieri.

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COSA DICE CHI HA FREQUENTATO I NOSTRI CORSI?

Mi si è aperto un mondo. Non conoscendo assolutamente nulla della possibilità di potersi autopubblicare ho avvicinato questo corso con un mare di punti interrogativi. Il vostro merito è stato aver risposto ad alcune domande, ma soprattutto di avermi dato la possibilità di pensare al mio sogno come ad un progetto degno di ali con cui lanciarlo verso il futuro.
Nadia Tarpini, Mantova


Per me che sono laureato in Editoria, informazione e sistemi documentari è stata un'esperienza molto utile e piacevole. Meno accademica e più pragmatica di quanto possa risultare un corso universitario.
Matteo Casali, Arezzo


La cosa più utile è stata quella di portare a casa alcune informazioni che da tempo stavo cercando online senza trovare risposte soddisfacenti. Mi sono reso conto di come spesso lo scambio di opinioni "faccia a faccia" possa essere più utile di molte ricerche su internet. Ho acquisito nozioni molto utili non solo dall'ascolto dei relatori, ma anche dalle conversazioni con gli altri partecipanti.

Cristiano Carli, Perugia


La serenità e la fiducia che gli esperti intervenuti ci hanno trasmesso, attraverso consigli e suggerimenti concreti.
Maria Grazia Puppo, Roma


L'atmosfera che si respirava ha permesso la condivisione, in entrambe le direzioni, tra docenti e partecipanti delle proprie esperienze e delle proprie conoscenze, saldando rapporti di amicizia e creandone di nuovi. se l'obiettivo era quello di "andare oltre al solito evento-conferenza", direi che è stato centrato in pieno.
Hector Valmassoi, Belluno